Terapia familiare

“Trovare significati in ciò che ci accade contribuisce a guidarci nel decidere che cosa fare.” (Byng-Hall)

La famiglia, qualcosa in più della semplice somma di genitori e figli, vive nell’arco intero della sua esistenza un proprio ciclo vitale fatto di tappe e cambiamenti che di volta in volta deve affrontare.  Alcuni di essi sono largamente condivisi: la nascita dei figli, il loro inserimento a scuola, e poi l’adolescenza, l’uscita di casa, ma anche l’età matura dei genitori e la vecchiaia dei nonni; mentre altri possono accadere in modo del tutto imprevedibile, come nel caso di lutti, separazioni o trasferimenti improvvisi.

Tutti questi momenti rappresentano dei punti di passaggio in cui la famiglia è chiamata ad un duplice compito: da un lato cambiare per adattarsi meglio alle nuove condizioni e permettere a tutti di seguire il proprio cammino evolutivo, dall’altro preservare se stessa e il senso della propria identità, due aspetti che rappresentano le basi stesse della sua esistenza. Quando la fatica e/o la sofferenza legate al cambiamento non riescono a trovare voce ed espressione si può manifestare, in modo non intenzionale, un sintomo in uno o più membri del sistema-famiglia.

Compito della psicoterapia è, in questo caso, quello di comprendere insieme al sistema quali significati e funzioni quel sintomo stia esprimendo e quali possano essere modi alternativi e meno dolorosi per rinnovare i legami, rinegoziare gli accordi e rivedere i propri paradigmi, rendendo allo stesso tempo le istanze portate dal sintomo comunicabili e accessibili ad una risposta.

Nel lavoro con la famiglia, a seconda del disagio manifestato, la cadenza degli incontri potrà essere settimanale o quindicinale. È, inoltre, possibile passare, in base all’evoluzione della terapia stessa e alla disponibilità dei componenti della famiglia, dal lavoro sull’intero sistema ad interventi sui sottosistemi, dei due genitori, dei figli e di un figlio con uno dei genitori.